«Il bambino e la bambina che nei primi anni di vita sembrano
uguali, arrivano ad una età in cui compaiono i primi peli sul pube (pubertà).
Gli ormoni hanno pensato alla crescita in statura e peso ed ora provvederanno
all'ulteriore sviluppo.»
Si parla delle mammelle e della voce, del bacino e delle spalle [21], delle mestruazioni e delle polluzioni.
Quasi tutti sanno del flusso mensile, pochi alla fine delle scuole medie
sanno delle polluzioni! Ritengo che sia molto importante parlarne poiché, da
una inchiesta che feci nel 1969 dietro domanda di don Liggeri («non esiste
niente» mi disse), trovai che in un gruppo di una ventina di giovani studenti
uno solo era stato informato da un cugino e tutti gli altri ne avevano avuto un
trauma, durato anche anni. Uno mi riferì che il padre, un avvocato, quando
aveva quindici anni gli disse che se aveva bisogno di donne si rivolgesse a lui
ma tacque delle polluzioni e questo comportamento condizionò gravemente il
giovane, un altro sofferse e confessò per alcuni anni come «peccato» il fatto
naturale fino a quando incontrò un sacerdote che lo illuminò, un altro poiché
nella notte aveva sognato sua madre trovando al mattino il letto sporcato visse
in un senso di colpa per due anni facendosi succube delle sorelle, un altro
balbettando quando vide arrivare il suo turno uscì... Un altro ancora non le
conosceva poiché avendo avuto da bambino una infiammazione all'uretra
incominciò a masturbarsi e non smise di farlo. In quella inchiesta fu
contestato il termine polluere - sporcare!
«Quando il ragazzo arriva verso i 13 -14 -15 anni, quindi un
po' dopo la ragazza, le sue cellule germinali, che han continuato a
moltiplicarsi, incominciano a maturare. La maturazione, cioè la riduzione a
metà del corredo cromosomico, negli spermatozoi è un processo più lungo della
maturazione dell'ovulo: richiede infatti più di due mesi e ancora alcune
settimane affinchè le cellule siano pronte per l'emissione. Gli spermatozoi
stipano i testicoli e le prime vie genitali e nel sonno (magari si sogna una
persona cara) senza l'intervento della volontà fuoriescono insieme al
liquido spermatico, che pure continuamente si produce nelle varie ghiandole. Il
ragazzo dorme, è rilassato e il liquido esce attraverso l'uretra e finisce
sulla biancheria. Al mattino quando si sveglia trova una macchia biancastra,
simile all'albume dell'uovo asciugato».
Invito le ragazze che magari fanno il letto dei fratelli a non prenderli in giro
«perché non piacerebbe a noi, se sporchiamo durante il mestruo».
«Le polluzioni, prima saltuarie, si fanno poi più frequenti negli anni
seguenti, quando spunta la barba, anche due o tre volte alla settimana. Non c'è
una regola fissa sulla loro frequenza: possono infatti capitare anche una volta
al mese. Una frequenza maggiore o minore è bene segnalarla al medico».
La polluzione è una emissione involontaria dovuta ad
un riflesso. La masturbazione è una emissione volontaria, provocata quindi. I
ragazzi chiedono molto e anche le ragazze. Quasi sempre c'è qualche ragazzo che
dice essere necessaria la masturbazione. «No, non è necessaria perché l'uomo
ha lo svuotamento naturale. Se non fosse così non potremmo capire certi
celibati. Naturalmente richiede un certo sforzo...».
In un incontro ci fu un ragazzo che mi chiese di fare uno schemino che secondo
lui poteva essere utile. Venne alla lavagna e scrisse:

L'ho adottato e me ne servo spesso.
«Dei giovani (nella mia inchiesta) mi hanno detto che provano una sensazione
molto più piacevole e soddisfacente nella polluzione che non nella
masturbazione» dico spesso.
Una volta un gruppetto di ragazzi della III media dopo i primi incontri nei
quali non avevo ancora trattato l'argomento mi pregò, in disparte, di parlare
della masturbazione ai compagni. «Noi l'abbiamo superata, mi dissero. Ma lei
deve dire che è una cosa che passa. E importante che i compagni lo sappiano».
D'altro canto è facile sentire la ragazzina che, con l'aria volutamente ingenua
e magari il sorrisetto, chiede come si fa. «Toccandosi i genitali» rispondo e
mi accorgo che le basta.
Parliamo dei riflessi, dei «riflessi pronti» che si devono avere per condurre l'auto.
«Quando ci scottiamo una mano
la ritraiamo immediatamente
e dopo ci accorgiamo di esserci scottati».
Lo stimolo dolorifico, partito dalla mano, è passato
attraverso i nervi, come la corrente sul fili della luce, nel midollo
raggiungendo la sostanza grigia ivi contenuta (disposta come una farfalla)
attraverso le corna posteriori. Viene trasmesso alle cellule delle corna
anteriori e formando un arco (arco riflesso) esce dalla parte anteriore
del midollo e unendosi poi al nervo sensitivo raggiunge la periferia comandando
ai muscoli i movimenti necessari per la nostra difesa, senza l'intervento della
volontà [22].
«Mentre avviene il riflesso lo stimolo dolorifico
sale,
tramite le fibre sensitive del midollo, al cervello
per cui la risposta motoria ora sarà comandata, volontaria e
si può fare... il Muzio Scevola».
«La erezione del pene o il senso di calore che
prova la donna (dovuti al riempimento degli organi erettili) mentre i due si
abbracciano, oppure per gli stimoli vari di cui abbiamo parlato, avviene senza
intervento della volontà, per via riflessa: la centrale di questo riflesso sta
nel sacro [23].
Le modificazioni avvenute in noi vengono trasmesse attraverso
il midollo al cervello che le riconosce e la nostra volontà potrà scegliere,
liberamente, se continuare nella condizione che provoca quei particolari stimoli
o smettere. Ovviamente l'abbracciare il nostro compagno o la nostra compagna dà
gioia ma fa anche piacere a livello genitale. Se noi ricerchiamo questo piacere
ci sarà meno facile interromperlo con la volontà perché la nostra mente è
tesa a questa ricerca e arriveremo alla eiaculazione o alla crisi secretiva.

Ai giovani ho bisogno di dare una informazione più
dettagliata.
L'esistenza del centro sacrale è confermata dalla possibilità di provocare
l'erezione per stimolazione diretta dopo una lesione a carico del midollo
toracico o lombare,
mentre una lesione del midollo sacrale permette ancora l'insorgenza
dell'erezione da eccitamento psicosensoriale per cui si deve ammettere l'esistenza
di centri diversi da quello sacrale, capaci di rispondere a stimoli di
origine encefalica.
Il primo centro sopra quello sacrale è situato nei primi tre segmenti lombari ed altri sono nel cervello: nell'ipotalamo nel rinencefalo (molto sviluppato negli animali) e soprattutto nella corteccia cerebrale, la quale è il centro principale della sessualità umana come insegna Augusto Paganuzzi.
La eiaculazione (o la crisi secretiva) avviene per
stimoli che partendo dal cervello raggiungono il centro lombare (emissione
sgocciolante) e si perfeziona col centro sacrale (proiezione ritmica del liquido
seminale).
Per la donna i centri e il meccanismo nervoso sono gli stessi che per
l'uomo, solo che i vari autori sostengono che i fattori psichici ed affettivi
rivestono un ruolo di primissimo piano nel senso che, pur non essendo da soli
sufficienti a provocare la crisi secretiva, possono però inibirne facilmente
l'insorgere qualora presentino per qualsiasi ragione una tonalità negativa.
Tesi che ovviamente come sessuologa non condivido perché, se è vero che si
distinguono in caso di lesioni del midollo soggetti di tipo centrale e soggetti
«spinali», il comportamento particolarmente influenzabile dalla psiche farebbe
della donna (sana) un soggetto di tipo centrale riservando... all'uomo (sano) la
definizione di soggetto spinale: questa conclusione mi scaturisce per logica,
partendo dalla solita visione unilaterale, ma è falsa.
Se per gli educatori di scuola media inferiore potrà sembrare che mi dilungo troppo in queste informazioni sul nervoso, queste saranno molto utili nella scuola superiore e per chi ha a che fare con chi soffre di lesioni nervose, come per esempio i paraplegici, o chi soffre di minorazioni psichiche, come per esempio i mongoloidi.
Se esaminiamo il meccanismo di una
ernia discale (cioè della protrusione del cuscinetto che separa due vertebre
contingue) nella colonna lombare si può comprendere come possa insorgere
una impotenza in caso di ernia centrale (come insegna Vincenzo Pietrogrande) in
quanto comprime il plesso sacrale che contiene i nervi pudendi, ed anche in caso
di ernia laterale nella zona lombare alta poiché può colpire il nervo
genito-crurale e gli addomino-genitali che hanno tanta importanza nel meccanismo
iniziale della eiaculazione. Ritengo che queste notizie possano essere utili a
tutti, se si aggiunge che gli incidenti colpiscono, secondo statistiche fatte,
principalmente la zona delle prime lombari e ancora che nella mia pratica
ortopedica ho incontrato persone che hanno fatto del judo e presentano
abbassamenti di uno o due dischi intervertebrali con processi artrosici alle
prime lombari: interrogati (!) mi riferiscono di avere dolori a un testicolo se
giovani, e impotenza eiaculandi verso i quarantanni e spesso prima («i colpi a
vuoto» mi dicono) con conseguente riduzione o perdita della libido.
E ancora poiché la donna soffre più frequentemente dell'uomo a causa delle scoliosi — che sono delle deviazioni ad S della colonna dalla linea mediana, più o meno accentuate, con conseguente rotazione delle vertebre che coinvolgono quasi sempre il tratto cervicale — la donna più dell'uomo è soggetta a cefalee nucali, spesso con vertigini fino alla nausea e al vomito, che durano a volte alcuni giorni e spesso si acutizzano nel periodo premestruale. Questi sintomi, che comunemente si attribuiscono all'artrosi cervicale, sono quasi sempre dovuti a stiramento di due arterie che passano dentro il processo trasverso delle vertebre cervicali. Essendo queste rotate sul loro asse per la scoliosi, trascinano con sé le arterie, stirandole e causando quindi un diminuito flusso di sangue al cervello: si può comprendere come in questi casi, nella vita coniugale anche di donne giovani ma specialmente di media età, i rapporti intimi passino in seconda linea.
In nessun corso di sessuologia in nessun paese, come in nessun congresso, si è mai preso in considerazione lo scheletro come momento importante [24], ma a voi che siete quasi tutti insegnanti non posso non raccomandare la cura della colonna e mi auguro che si arrivi per i nostri bambini e i nostri ragazzi ad un aumento delle ore di educazione fisica interrompendo il più possibile le lunghe sedute nei banchi. Ricordo della mia prima infanzia felice, uno stanzone pluriclasse dove la maestra, dopo un poco che si scriveva o si leggeva, ci chiedeva di interrompere spalancava la finestra e faceva fare a noi, figli di contadini, qualche esercizio di ginnastica stando al nostro posto (e ancora il cucchiaio di olio di merluzzo che ricevevamo sulla porta della classe).
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