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Educazione alla sessualità: piccola antologia
Avevo sentito voci che il feto provvede alla salute di sua
madre: ma nulla trovavo. A nessuno interessava che fossimo informati.
Oggi, 20 agosto 2005, trovo:
"Già in passato numerosi studi avevano dimostrato il
fenomeno noto come microchimerismo, ovvero la migrazione di cellule fetali nei
tessuti materni. Queste possono sopravvivere per decenni in tessuti come la
pelle, il fegato, la milza della madre...
È la prima volta - sottolinea infatti Diana Bianchi della Tufts University
School of Medicine di Boston - che viene dimostrata la possibilità delle
cellule fetali di superare la barriera emato-encefalica che protegge il cervello
materno.
Cellule fetali migrano nel cervello materno durante la gravidanza, riparandone i
danni...."
L'articolo, non più esistente in
rete, viene qui riportato integralmente dal link originario: "Ricerca: staminali dal feto migrano al cervello
materno".
Certo, oggi serve che l'informazione ci arrivi (e mi passa per la mente il
Vangelo laddove parla di non strappare la zizzania...): nella cultura di morte oggi
imperversante ci viene così dimostrata la
qualità della vita e la realtà della cultura di vita.
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C'è un articolo interessante su Tempo Medico, n.
792/2005:
"...È una strana scoperta, scrive Anna Piseri: alcune cellule fetali rimangono nel sangue materno per molti anni (fino a 27) dopo la gravidanza. E non restano solo nel sangue; a quanto pare si ritrovano anche in alcuni organi della madre e con un ruolo quanto mai singolare: quello di indispensabili pezzi di ricambio.
Tempo Medico ha posto alcune domande a Diana Bianchi su questa affascinante scoperta.
Come è possibile che cellule del feto resistano così a lungo nel sangue materno?
Queste cellule hanno le caratteristiche tipiche delle cellule staminali: hanno la capacità di riprodursi rapidamente; normalmente restano nel sangue, nel midollo osseo o nella milza, ma se c'è bisogno possono recarsi in un organo malato e ripopolare.
Cosa significa "ripopolare"?
Significa che possono essere utilizzate come materia prima per rigenerare parti dell'organo. Per esempio, noi abbiamo studiato donne, madri di figli maschi, con malattie alla tiroide. Nella parte sana dell'organo le cellule fetali (riconoscibili perché di tipo maschile) restano nel sangue, ma nella parte malata le stesse cellule si trasformano in cellule della tiroide, per curare la lesione. La tiroide diventa così una sorta di chimera, formata da un miscuglio di cellule d'origine materna e fetale. Dal mio punto di vista, questa è la prova evidente che le cellule fetali hanno un ruolo nel riparare le malattie della madre..."
Tempo Medico n. 792, 17 aprile
2005: Le cellule del feto che curano le madri di Anna Piseri.
(non più a disposizione del pubblico).
Link diretto attuale (22.7.07):
http://torino.fimmg.org/2005/Rassegna_0032.pdf
Home page: http://torino.fimmg.org/index.htm, (non
più funzionanti o non più esistenti)
Link diretto attuale
(20.10.07): http://www.farmaonline.it/notizie/news/test4.asp?ID_NEWS=497
Trovo oggi 12 settembre 2007, in:
un articolo a cura della Redazione di Molecular Lab dell'11 settembre 2007, che Diana Bianchi ha presentato a Firenze i risultati di una ricerca in apertura del congresso mondiale di medicina perinatale e che la ricercatrice ha spiegato: “Avere una gravidanza per una donna è come rinascere.”
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Link diretto: http://www.molecularlab.it/news/view.asp?n=5489
Vedi anche:
"...Le cellule staminali del feto entrano in
circolazione nell'organismo della mamma e si
attivano ogni volta che è necessario per aiutarla
a guarire, anche a distanza di 20 o 30
anni..."
Link
diretto:
http://www.molecularlab.it/news/view.asp?n=5571
del 25 settembre 2007,
o anche dal sito www.sicoa.net:
http://www.sicoa.net/cardiology/Rivista15/editorialimancuso.pdf
Forse oggi ci viene concesso di sapere qualcosa di
più?
In questa pagina, due anni fa avevo scritto: "nella cultura di morte oggi
imperversante ci viene così dimostrata la
qualità della vita e la realtà della cultura di vita": mi
auguro che la cultura di vita possa finalmente interessare anche i mezzi di
comunicazione di massa.
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