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Educazione alla sessualità: piccola antologia
L'allattamento (28 maggio
2005)
Ipertensione, prevenire nei primi 6 mesi di vita (28
maggio 2005)
Quello che non si sa e un'ottimo opuscolo
a disposizione di tutti dell'Organizzazione
Mondiale della Sanità (10 luglio 2005) (
questo
link porta direttamente al punto che interessa, nella pagina
originaria)
Un corretto comportamento alimentare è necessario fin dall'infanzia per ridurre i rischi per la nostra salute e per prevenire alcune patologie come l'obesità a cui possono essere legate a catena ipertensione, diabete, cardiopatie.
Importante, quindi, che fin da piccoli i bambini imparino delle corrette abitudini alimentari e inoltre nelle abitudini di vita del bambino, così come dell'adulto, deve trovare spazio anche un buon livello di attività fisica che, oltre a far “spendere” più calorie, contribuisce ad un buon mantenimento delle funzioni cardiocircolatorie, respiratorie e del tono muscolare.
Parlando di alimentazione nell’infanzia dobbiamo partire certamente dall’
Allattamento al seno
Nei primi 6 mesi di vita del bambino il latte materno è senza dubbio l'alimento ideale; infatti la composizione del latte materno è equilibrata in tutti i componenti, risponde alle esigenze nutrizionali e alla capacità digestiva del neonato. Il latte materno differisce dai latti adattati in quanto contiene utili fattori che assicurano al lattante una difesa contro le infezioni e ritardano la comparsa di eventuali manifestazioni allergiche, essendo il latte un sistema biologico specie specifico.
Il latte materno varia la sua composizione nel tempo:
- il colostro (4-5 gg
dopo il parto) è un liquido denso e giallognolo, è molto ricco in proteine e
in fattori ad azione antimicrobica;
- il latte di
transizione è un liquido dal colore più chiaro, denso e cremoso;
- il latte maturo
(intorno al decimo giorno dopo il parto) ha un aspetto acquoso e un sapore
dolce, contiene meno proteine e minerali ma è più ricco in grassi e zuccheri e
vitamine del complesso B.
Anche durante la stessa poppata il latte materno varia la sua composizione: all'inizio è più diluito mentre verso la fine del pasto aumenta il quantitativo di grassi dando al lattante un senso di sazietà...
da: L'alimentazione nella prima
infanzia
in "Lettera di Famiglia" n. 39, aprile-maggio 2005, pagg. 6-7 - Oasi Cana
Home page: Associazione Oasi Cana Onlus - Missionari della Famiglia
Una più bassa pressione sistolica è
conseguenza diretta dell’allattamento esclusivo al seno nei primi sei mesi di
vita. Uno studio condotto in Estonia e Danimarca ha riscontrato questo nesso
causale, confermando dati già emersi in diversi Paesi. Ne parla la rivista Archives
of Diseases in Childhood.
Le ricerche che comprovano la relazione fra allattamento al seno, in particolare
allattamento esclusivo, e salute cardiovascolare sono molto numerose; molte
spiegazioni sono state proposte per questo collegamento, dato che allattare al
seno potrebbe influire direttamente sul metabolismo del bambino – ad esempio
attraverso una differente gestione dei grassi (*) – oppure incidere determinando
differenti comportamenti di accudimento del bambino, in quanto la madre
apprenderebbe meglio a rispettare le sue capacità autoregolative, e quindi
minore sarebbe il rischio di sovralimentarlo nella fase dell’introduzione di
cibi solidi .
Importante risulta poi verificare queste
connessioni in differenti contesti culturali, sociali ed economici, tutti
elementi che possono influire sul modo del bambino di alimentarsi, sulle attività
fisiche e quindi sull’insorgere, sempre più frequente al giorno d’oggi,
della sindrome metabolica anche in giovane età: un quadro clinico che implica
anche ripercussioni sulla salute cardiovascolare...
“La misura degli effetti riscontrati”, affermano gli autori, “è comparabile a quella dei noti effetti dati sull’ipertensione nella popolazione adulta tramite la riduzione del sale e l’aumento dell’attività fisica”; questo indica nella promozione dell’allattamento esclusivo al seno nei primi sei mesi una importante forma di prevenzione (*), che non grava né sul bilancio dello Stato, né in quello delle famiglie...
(* il grassetto è mio, I.L.)
L'articolo, non
è più esistente in rete.
Fonti citate dai media:
- Lawlor DA, Riddoch CJ, Page AS.
Infant feeding and components of the metabolic syndrome: findings from the
European Youth Heart Study. Arch Dis Child. 2005 Jun;90(6):582-8;
- Il Pensiero Scientifico Editore, Antonella Sagone
1. Se si vuole allattare più dei nostri odierni "soliti" due o tre mesi, occorre svuotare le mammelle dopo le poppate: e se non puoi donare il tuo latte (cosa importante per un'altra famiglia e per il suo bambino), se non ti serve conservarlo (in modo che tuo figlio possa assumere il tuo latte intanto che tu sei al lavoro), allora e per non scoraggiarti pensa che così potrai continuare ad allattarlo donandogli proprio quello che gli serve.
"Quando il tuo bambino succhia alle mammelle stimola il rilascio di ormoni dal tuo cervello e questi regolano la produzione del latte. Più il bambino stimola il seno, e perciò più ormoni vengono rilasciati dall'atto di succhiare, più latte viene prodotto. Inoltre, più latte viene rimosso dalle mammelle, più latte viene prodotto. Se invece la suzione del bambino viene ridotta, viene prodotto meno latte.
Questo significa che se provi a restringere o regolarizzare l'allattamento a un certo numero di pasti o se limiti il tempo che il bambino sta al seno, il messaggio che dai al tuo corpo è di produrre meno latte e il tuo bambino potrà non ricevere tutto il latte che gli servirebbe. Se invece l'appetito del bambino e il suo fabbisogno possono determinare quante volte e per quanto tempo prende il latte, la produzione del latte viene adeguata alle esigenze del bambino.
Le tue mammelle non sono mai completamente vuote di latte. Normalmente il tuo
bambino ne lascia un poco nel seno. La produzione è molto intensa mentre il
bambino sta succhiando e continua dopo che ha finito di mangiare. Quando il tuo
seno è molto pieno e gli alveoli sono allargati come piccoli palloncini pieni,
la produzione di latte rallenta." [
]
2. Spremitura del latte, come si fa [
]
3. Riallattamento e allattamento indotto
"In una situazione d'emergenza potrà succedere che non
si trova il latte in polvere. Sarà utile pensare che la tua regione è piena di
donne che sono potenziali produttori di latte di donna. Sembra incredibile ma
ciascuna donna che ha partorito può allattare nuovamente e tutte le donne con
normale ghiandole mammarie possono indurre la produzione di latte dal loro seno,
anche se non sono mai state incinte." [
]
[i grassetti sono miei]
![]()
I paragrafi tra virgolette sono tratti da: Come allattare durante un'emergenza - Una guida per le mamme. In un'unica pagina, la traduzione di un ottimo opuscolo dell'Unità per la nutrizione OMS Ufficio Regionale per l'Europa - ©
Home page: http://www.allattiamo.it/
Pagina indice di vari articoli tradotti: http://www.allattiamo.it/mappa.htm
In inglese: nella pagina dell'OMS http://www.euro.who.int/nutrition/Publications/InfantFeedingWHO
- Infant
feeding in emergencies [pdf, 171 Kb - pagg. 48]
- Breastfeeding:
how to support success [pdf, 573 Kb - pagg. 85]
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