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Educazione alla sessualità

 Il mistero della vita

 Un libro di educazione alla sessualità fatto da bambini per bambini

di Odilla Veronesi

parte I

introduzione
alle origini del mistero
il mondo delle piante
il mondo degli animali

per la stampa

Introduzione - il disegno infantile

Diversi sono i mezzi con cui il bambino può esprimersi: la mimica, la parola, la scrittura, il disegno, ...

Fra questi "media", è proprio il disegno quello che da quasi cento anni psicologi e pedagogisti considerano come la principale espressione delle capacità mentali e della personalità del ragazzo.

La mano infantile che traccia simboli o "situazioni" manifesta non soltanto le impressioni riportate dopo un dialogo, una conversazione con l’adulto, ma permette all’analista anche di "leggere" sin nel profondo ciò che ha interessato il bambino e che da lui è sintetizzato magari in pochi tratti essenziali.

Gli educatori conoscono bene questa qualità infantile e se ne servono nella dinamica dell’insegnamento. Quando, ad esempio, un ragazzo non comprende con chiarezza una regola, o stenta ad assimilare un concetto, è spesso sufficiente che gli venga affiancato un compagno che ha capito, il quale chissà per quali vie (a noi ignote, sorprendenti) riesce a farsi comprendere dall’altro e a insegnargli in un attimo ciò che l’educatore inutilmente aveva tentato di fare attraverso i più svariati ragionamenti.

Da bimbo a bimbo si stabilisce dunque un "transfert" di sentimenti, emozioni che nascono sia con il linguaggio, sia con l’espressione grafica, tra cui il disegno. Con quest’ultimo mezzo si verifica una durata del "transfert" nel tempo che non si ha con il solo linguaggio.

Se il disegno del bambino è da consigliarsi in ogni caso ai bambini, a maggior ragione è da raccomandarsi per quanto concerne l’educazione sessuale, tema delicato per eccellenza, trattazione che va affrontata con tatto etico-spirituale, che va esposta con naturalezza, spontaneità, squisitezza di sentimenti, sensibilità, tutte qualità che si stabiliscono quando un ragazzo offre ad un altro di vedere ogni questione riguardante il sesso senza ansie, frustrazioni, conflitti interiori, che lo sciuperebbero e ne falserebbero la natura.

Nessuno meglio di un bambino sa far scoprire gradatamente a un altro che la sessualità è un dono, una forza prodigiosa della natura a cui l’uomo si adegua come tutte le altre creature.

 

 

Il presente volume, corredato da immagini ricalcate su disegni di bambini, può essere tranquillamente consegnato nelle mani di un bimbo di otto-nove anni, specie se ha già cominciato a "dialogare" con l’educatore.

Per i bambini più piccoli sarebbe bene che le immagini fossero osservate insieme all’adulto, pronto a rispondere alle domande che inevitabilmente sorgeranno nel ragazzo non appena egli si sarà reso conto della piena "disponibilità" dell’educatore.

Davanti al caso di un bimbo che non apra il dialogo, sarà compito del genitore o dell’insegnante incominciare molto serenamente il lungo discorso sul sesso che si snoderà poi per anni, sempre allo scopo di formare il bambino, mirando a dargli contenuti nel comportamento, cioè attraverso l’informazione educarlo come "persona" matura e responsabile.

Per giungere a questo risultato la via migliore è quella di insegnargli ad amare la natura (attraverso la conoscenza della vita delle specie vegetali) per passare in seguito all’amore e al rispetto per gli animali (conoscendone le meravigliose vicende di vita) per giungere infine all’amore per le creature umane e mettere in evidenza il patrimonio intellettivo, sentimentale e spirituale che contraddistingue l’uomo, creatura immersa nella natura e soggetta alle sue leggi, ma anche dotata di un soffio spirituale che rende unico, libero, personale ogni individuo e perciò degno del massimo rispetto nel ruolo che svolge nella comunità umana.

Un altro espediente didattico è quello di far colorare ai bimbi i disegni, preparati appositamente in bianco e nero. Si ottiene così non soltanto il risultato di rendere il testo ancor più vivace, festoso, ma si consegue lo scopo di far sentire al ragazzo ancor più "suo" il volume e di ribadire la conoscenza del contenuto.

Con naturalezza il ragazzo stesso viene indotto a prolungare il dialogo con l’adulto; realizza in questo modo concetti ed approfondisce argomenti rimasti magari prima soltanto in superficie.

Odilla Veronesi

 

 

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Alle origini del mistero

 

 

 

 
Adamo ed Eva

Nella Bibbia, il libro più conosciuto del mondo, quello che ci racconta tanti avvenimenti accaduti molti e molti secoli fa, leggiamo che Dio creò il primo uomo e gli diede il nome di Adamo e la prima donna, Eva.

Dunque la prima coppia umana.

Adamo ed Eva ebbero dei figli e questi ancora figli... finché si popolò tutta la terra.

 

 

 

 

 

 


Noè

Leggiamo ancora nella Bibbia che, per mezzo dell’arca, si salvarono dal diluvio universale Noè, i suoi famigliari e una coppia per ogni specie animale.

Una coppia: cioè un maschio e una femmina.

Soltanto così infatti potevano nascere i piccoli e le specie degli animali continuare a esistere.

 

 

 

 

 

 

Ave Maria

Nel Vangelo, dove è narrata la nascita e la vita di Cristo, si legge che una giovane donna di nome Maria fu scelta per diventare la mamma del figlio di Dio, Gesù.

L'Arcangelo Gabriele un giorno le apparve e le disse: ... Tu sei benedetta fra tutte le donne, e benedetto è il frutto del ventre tuo...

L'Arcangelo voleva dire che come un frutto quando è maturo si stacca dalla pianta per iniziare una vita propria, così Gesù, frutto di Maria, si sarebbe formato dentro il suo ventre poi, dopo 9 mesi, ne sarebbe uscito per incominciare la sua vita di uomo.

Anche tu, come ogni bimbo, sei il frutto del ventre della tua mamma e anche tu sei nato dopo 9 mesi, durante i quali ti sei nutrito per mezzo del suo sangue dentro di lei.

 

 

 

 

 

 

 

Il creato

Tutte le cose che esistono sono state create da Dio e portano in sè la sua impronta.

Come in dio c'è un rapporto di Amore che unisce il Padre e il Figlio, costituendo la famiglia divina, così in tutti gli esseri viventi c'è un legame d'amore fecondo che li unisce.

 

 

 

 

 

 

 

La tua storia

Fatti raccontare dalla mamma qualcosa di quel periodo durante il quale il tuo cuore batteva vicino al suo e tu lentamente ti formavi dentro di lei, cominciavi a muovere i tuoi piedini, e lei ti sentiva...

Già prima di nascere aprivi e chiudevi gli occhi, ti succhiavi un ditino, ti voltavi, impaziente di vedere la luce.

 

 

 

 

 

 

 

Continua la tua storia

Tu sei nato perché la mamma amava tanto il babbo da voler formare una famiglia con lui, creare insieme un figlio.

Senza l'amore di babbo e mamma, dunque, tu non saresti esistito. Lo capirai meglio leggendo le pagine che seguono.

Intanto fatti mostrare le foto di quando eri piccino...

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Il mondo delle piante

 

 
Il fiore

Parliamo ora del mondo ammirevolmente intelligente delle piante e della creatura variopinta e profumata che è il fiore.

Ha una precisa funzione, che non è quella di ornare la pianta, ma di continuarne la specie.

Impariamo prima a conoscerne le parti.

 

 

 

 

 

 

Schema di fiore

Il fiore sezionato, cioè tagliato a metà, ci permette di vederlo nell'interno.

Nel cuore contiene la parte più preziosa: l'organo femminile, il pistillo, con gli ovuli contenuti nell'ovario e gli organi maschili, gli stami, coi granelli di polline contenuti nell'antera, che servono per la riproduzione.

È come se un fiore fosse contemporaneamente un maschio e una femmina.

Se nel fiore non avviene la fecondazione, la pianta non si riproduce, cioè non ha figli e perciò la sua specie muore.

 

 

 

 

 

 

 

La fecondazione del fiore

Quando un fiore sboccia, dalla testina dello stame, detta antera, si staccano dei granelli di polline, che cadono sulla testina del pistillo, chiamata stimma.

Ecco la fecondazione del fiore, cioè il "matrimonio", l'unione dei suoi organi riproduttivi.

La specie di quella pianta potrà così continuare, poiché le nasceranno dei "figli".

 

 

 

 

 


Fecondazione di tipo incrociata per mezzo del vento

Il fiore è molto "intelligente".
Poiché le "nozze" debbono avvenire tra i granelli di polline di un fiore ed il pistillo di un altro della stessa specie, si serve del vento che, quando soffia, porta il polline in alto, per farlo cadere qua e là e quindi anche sui pistilli dei fiori.

Ecco la fecondazione incrociata.

Per impedire che il pistillo di un fiore sia fecondato dal polline dei suoi stami, il fiore non li fa maturare insieme, ma prima l'uno e poi gli altri, oppure crea gli stami più piccoli del pistillo, così non possono fecondarlo.

 

 

 

 

 

 

Per mezzo degli insetti

Il fiore però si serve anche di un altro mezzo, quello degli insetti. Prepara una pappina dolce fra i petali profumati, il nettare, e li invita così a "pranzo".

Gli insetti volano dentro la corolla e mentre si nutrono il fiore li avvolge di una nube di polline, chepoi verrà scaricata nel calice di un altro fiore alla "mangiata" successiva.

La fecondazione avverrà non appena qualche granellino di polline di un fiore cadrà sul pistillo di un altro fiore della specie medesima.
 

 

 

 

 

 

 


 

 

L'autofecondazione

Esiste poi un altro tipo di fecondazione.
La si trova in poche specie vegetali.
Nel medesimo fiore il polline degli stami feconda il pistillo.
Questa si chiama autofecondazione.
Ad esempio si autofecondano il fiore della ruta e quello dell'ortica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"Nozze strane"

Il fiore della viola e quello del ciclamino preferiscono la fecondazione incrociata, ma se la stagione non è stata favorevole e gli insetti non hanno potuto visitarli, gli stami del fiore fecondano il pistillo dello stesso fiore: ricorrono perciò all'autofecondazione.


 

 

 

 

 

 

 

 

Ovuli fecondati

Ogni granello di polline che cade sul pistillo cerca di raggiungere un ovulo contenuto nell'ovario, protendendo un cosiddetto budello pollinico, attraverso cui travasa la sua "sostanza maschile".

Allora il pistillo si ingrossa sempre più e diviene un frutto ed ogni ovulo diventa un seme.

 

 

 

 

 

 

 
La disseminazione

Al seme è affidata la preziosa opera della conservazione della specie.

I semi che cadono vicini alla pianta-madre non potrebbero svilupparsi bene perché mancherebbero loro il sole e l'aria, tanto sarebbero fitti.

La natura, provvida, interviene a portarli lontano per mezzo del vento.
A questo scopo, ingegnosamente, li munisce di organi di volo: vere e proprie ali, "ombrellini" piumati, morbidi fili.

Ecco servirsi di questo mezzo l'olmo, il papavero e il pioppo.


 

 

 

 

 

 

 

Altra disseminazione

Altro modo di disseminare: proiettare lontano i semi, una volta giunti a maturazione, come fanno appunto il cocomero asinino e la catapulzia.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

Disseminazioni "intelligenti"

Anche il vello degli animali può servire alla pianta per trasportare lontano da sè i semi.
Li munisce di un involucro spinoso e quando un animale si ferma per brucare, gli si attaccano e via...

La pianta della robbia, ad esempio, si serve di questo mezzo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Uomini e animali usati per la disseminazione

Altro modo semplice e meraviglioso di disseminare viene seguito dal pomodoro, dal gelso, dalla fragola, dal fico e da tante altre piante.

Queste presentano il seme racchiuso in una polpa profumata, dolce, invitante sia per gli uomini che per gli animali, i quali mangiano, poi espellono intatti nelle loro feci quei semi, che possono finalmente germogliare lontano dalla pianta madre.


 

 

 

 

 

 


I frutti

Se proviamo a tagliare a metà alcuni dei frutti che mangiamo, ad esempio il più comune, la mela, possiamo osservare che veramente la polpa di cui ci nutriamo altro non è che il pistillo del fiore che si è ingrossato.


 

 

 

 

 

 


L'embrione

Se tagliamo a metà un seme, vediamo che fra le due parti carnose che costituiscono un "serbatoio alimentare", sta rannicchiato l'embrione, cioè la nuova minuscola pianta che verrà alla luce appena il seme si troverà nell'ambiente adatto, con aria, sole e acqua a volontà.

Allora dall'embrione uscirà la radichetta, per cominciare a succhiare il nutrimento dalla terra e, dal punto opposto, le foglioline e lo stelo. 

Il serbatoio alimentare allora non servirà più e la pianticella potrà essere in grado di nutrirsi da sola.


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Il mondo degli animali

 

 

Gli animali

Abbiamo visto che nel mondo delle piante il fiore possiede organi maschili che permettono di fecondare l'organo femminile per la continuazione della specie vegetale.

Ciò accade anche nel mondo degli animali, dove vediamo un maschio e una femmina, con caratteristiche ben diverse, che ci permettono di individuare il sesso senza errori.

 

 

 

 

 

Il "fidanzamento" degli animali

Fra gli animali esiste un breve periodo di corteggiamento, che varia da una specie all'altra.

Nel mondo degli uccelli, il maschio corteggia la femmina pavoneggiandosi, cantandole tenere canzoncine, rivestendosi di piume bellissime, inalberando creste sul capo.

Nel mondo dei pesci, il maschio cerca di attirare l'attenzione della femmina ricoprendosi di scaglie dai colori vistosi.

Nel mondo degli insetti, si osservano danze amorose, richiami sonori, luminosità.

Nel mondo dei mammiferi, si vantano "serenate", si mette in evidenza la mole imponente, si sfoggiano ornamenti sul capo e intorno al collo...

 

 

 

 

 

Il corteggiamento

Anche per gli animali esiste un breve periodo di corteggiamento, durante il quale il maschio cerca di attirare l'attenzione della femmina, di conquistarla, per essere scelto da lei come "marito".

A questo scopo, 
se è un uccello dipana canti armoniosi e sfoggia colori sgargianti nel piumaggio, fa la ruota, gonfia le penne;
se è un pesce, all'epoca degli amori si ricopre di squame variopinte;
se è un insetto, lancia richiami con ronzii, stridii, ecc.;
se è un mammifero, possiede quasi sempre un aspetto attraente: è grosso e alto, ha il capo ornato di crini, ha corna stupende...

In quasi tutte le specie l'aspetto della femmina è più modesto nei confronti di quello del suo compagno.

I maschi di alcune specie di animali - tigri, cervi, lucertole - combattono fra loro duelli quasi mortali per la conquista della femmina, la quale accetta poi il corteggiamento e il "matrimonio" col vincitore perché l'istinto naturale le suggerisce che quello, essendo il più forte, è il più indicato per farle avere dei figli robusti che sappiano affrontare tutte le lotte e i rischi dell'esistenza.

Nel mondo degli uomini, esseri razionali e liberi, non determinati dall'istinto, le scelte non avvengono secondo queste regole, ma secondo i sentimenti d'amore che nascono più dall'apprezzamento delle doti morali (bontà, pazienza, onestà, intelligenza) che dalla valutazione degli attributi fisici (bellezza, forza...).

 

 

 

 

 

 

 

La conquista della femmina

Per conquistare la femmina, in alcune specie di animali, all'epoca degli amori i maschi si sfidano a duello: leoni, leopardi, cervi volanti. Il più forte si unisce alla femmina, la quale lo accetta perché potrà darle figli molto robusti, che potranno sopravvivere nella dura lotta della vita.

La donna, invece, dopo un periodo di fidanzamento, decide di unirsi a un uomo perché gli vuole bene e lui vuole bene a lei.
Entrambi hanno avuto modo di conoscersi bene e hanno apprezzato non soltanto le reciproche qualità fisiche, ma soprattutto il carattere, i gusti, le qualità dell'animo.

 

 

 

 

 

 

Gli animali si "sposano"

Dopo il periodo di corteggiamento gli animali si accoppiano, cioè formano una coppia, per avere dei figli.

La natura provvida ha donato all'organo sessuale del maschio un liquido fecondatore, chiamato sperma.

Quando tale organo penetra nell'organo sessuale femminile, vi lascia lo sperma, il quale ha lo scopo di fecondare gli ovuli posti nel ventre della femmina.

Così avviene la fecondazione degli animali.


 

 

 

 

 

   
Riproduzione degli animali ovipari

Nel ventre della madre, secondo la specie a cui essa appartiene, maturano da poche unità fino a migliaia di uova. Ciò accade tra gli insetti, i rettili, i pesci, gli uccelli, cioè tra gli ovipari (animali che depongono le uova).
Il tempo di maturazione delle uova varia da una all'altra specie: da alcuni giorni ad alcuni mesi.

Dalle uova covate (es. gallina), o raccolte in sacchetti di fili morbidi (es. ragno), o in nidi accoglienti (uccelli vari) nasceranno i figli della "coppia".

Dalle uova degli insetti nasce una larva, che nel chiuso del bozzolo in cui spesso si avvolge con un filo emesso da lei stessa, si trasforma in insetto adulto (metamorfosi).


 

 

 

 

 

  

Mammiferi (vivipari)

Dopo che uno o più ovuli fecondati maturano nel ventre di una femmina appartenente alla specie dei mammiferi, per un certo periodo (che dura per es. da 24 mesi per l'elefantessa a 1 mese per la coniglia), di dove è entrato lo sperma, escono i "figli", già pronti alla vita.

Il periodo di maturazione prima della nascita si chiama gestazione.

I piccoli appena nati si attaccano alle mammelle della madre, che li nutre del suo latte con amore, finché essi non sono abbastanza "adulti" da nutrirsi da soli con vegetali, oppure con animali.

(continua)

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