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Educazione alla sessualità: piccola antologia
tratto da:
www.swissinfo.org (la pagina non è più esistente)
ROMA - Cellule fetali 'migrano
nel cervello materno durante la gravidanza,
riparandone i danni. O almeno, ciò è quanto
avviene nelle topoline gravide, come dimostrato
da uno studio realizzato dall'équipe di Gavin
Dawe della National University of Singapore e
Xiao Zhi-Cheng del Singapore's Institute of
Molecular and Cell Biology, e pubblicato sulla
rivista New Scientist.
Già in passato
numerosi studi avevano dimostrato il fenomeno
noto come microchimerismo, ovvero la migrazione
di cellule fetali nei tessuti materni. Queste
possono sopravvivere per decenni in tessuti come
la pelle, il fegato, la milza della madre. Ma
mai prima d'ora era stata dimostrata la
possibilità delle cellule del feto di
colonizzare il cervello.
"È la prima
volta - sottolinea infatti Diana Bianchi della
Tufts University School of Medicine di Boston -
che viene dimostrata la possibilità delle
cellule fetali di superare la barriera
emato-encefalica che protegge il cervello
materno". Secondo i ricercatori, se lo stesso
fenomeno avvenisse anche nell'uomo, in futuro le
cellule fetali potrebbero essere iniettate nel
sangue dei pazienti per curare malattie come il
Parkinson o l'Alzheimer e danni del sistema
nervoso.
Queste cellule, infatti,
troverebbero da sole la strada verso il cervello
e, una volta giunte a destinazione, andrebbero a
riparare il danno autonomamente. Attualmente,
invece, gli unici tentativi di riparare il
tessuto nervoso con staminali prevedono
iniezioni delle cellule direttamente nel
cervello. I ricercatori hanno creato embrioni di
topo geneticamente modificati con cellule
contenenti una proteina fluorescente derivante
dalle meduse. Obiettivo riconoscerle
immediatamente, ovunque esse si
trovassero.
Così gli studiosi, dopo aver
impiantato gli embrioni nell'utero delle
topoline e lasciato che si sviluppassero, hanno
potuto osservare la fluorescenza muoversi sino
al cervello materno. Successivamente hanno
osservato che nel cervello materno le cellule
fetali si erano trasformate in cellule nervose
di vario tipo, dai neuroni agli oligodendrociti,
"anche se finora - hanno puntualizzato - non ne
è stata dimostrata la funzionalità". Tuttavia i
ricercatori nutrono non poche
speranze.
Gli studi hanno dimostrato che
in presenza di danni cerebrali ictus-simili la
migrazione di cellule fetali al cervello delle
topolina gravide tendeva a moltiplicarsi di ben
sei volte, segno che le cellule fetali sono
richiamate in maniera non casuale da un danno.
Ma i ricercatori invitano alla massima cautela
ricordando che prima che si possa trarre qualche
avanzamento clinico da questi studi potrebbero
trascorrere dai 5 ai 20 anni. "È importante -
sottolineano inoltre Dawe e Xiao - essere sicuri
dei benifici prima di iniziare la
sperimentazione sui pazienti".